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La Sanità in numeri

Dal 2010 al 2019 la Sanità ha conosciuto tagli per circa trentasette miliardi. Questo, a fronte di un incremento complessivo del fabbisogno sanitario nazionale di 8,8 miliardi.

La spesa per la salute in Italia 2017 ammonta complessivamente a 204.034 milioni di euro. (Nel dettaglio la mano pubblica provvede a 154.920 milioni di euro, di cui: 113.131 milioni sono di spesa sanitaria pubblica vera e propria, 41.789 milioni di spesa sanitaria privata).

La voce Sanità assorbe solo il 6,6% del Pil. La filiera della cura della salute produce, invece, circa l’11%. La tecnologia offre nuovi approcci alla diagnostica e alla cura. L’industria investe. Ma il definanziamento pubblico rende le innovazioni farmacologiche e tecnologiche per un quadro ristretto di popolazione. Chi può acquisirle indipendentemente dall’impegno della spesa pubblica. Senza giri di parole sono questi i problemi che si trova ad affrontare l’applicazione della vocazione universalistica del nostro sistema sanitario.

Dal 2010 tutti i governi hanno ridotto la spesa sanitaria. Prioritario sempre rispondere alle emergenze finanziarie. IL Servizio sanitario del futuro non deve essere considerato come semplice spesa sanitaria. Bensì spesa sociale.

Della spesa sanitaria privata, precedentemente menzionata di circa quarantunomila milioni di euro, 35.989 milioni è a carico delle famiglie, altri 5.800 milioni di euro invece sono intermediati da fondi sanitari e polizze collettive.

Ma è anche vero che in Italia il finanziamento pubblico tra i più bassi d’Europa convive con il ‘paniere Lea’ più ampio, garantito però solo sulla carta. La realtà degli sprechi sulla spesa sanitaria pubblica 2017 è stimata a 21,59 miliardi di euro erosi da sovra-utilizzo di servizi e prestazioni sanitarie inefficaci o inappropriate.

A dirlo in modo dettagliato il Rapporto Gimbe.