Alienazione da isolamento

Dovranno essere valutati anche i danni da regime di segregazione in casa

I primi studi sull’effetto da arresti domiciliari con la componente universalistica per la quale manca la consolazione dell’esistenza di un mondo al quale potersi interagire in futuro, sono ancora tutti da effettuarsi. Nessuna fase come questa ha visto la Terra. I precedenti studi hanno sempre guardato a fenomenologie isolate da comportamento sviluppato in regime di segregazione: i casi tipici di prigionia e di alienazione generica dalla società. È patrimonio della psichiatria, però, il fatto che lunghi periodi di distacco da forme di relazioni sociali proprie sono portatori di disturbi che non ineriscono solo la sfera della mente. Si parla di disturbi cardiovascolari, depressione e demenza. In una ricerca del 2015 si parla di aumento della mortalità al ventinove per cento nei casi in cui il soggetto si trovi in condizioni di isolamento sociale. Altre ricerche su stati di prigionia in guerra del Vietnam hanno portato a vedere negli ottimisti, coloro che erano convinti di poter sopravvivere in uno stato di contenimento delle elementari libertà, in miglior livello di sopravvivenza.

I recenti casi di quarantena da diffusione della Sars come il disturbo de disorientamento, la rabbia, l’insonnia, l’angoscia, la depressione, l’esaurimento.

The Lancet ha osservato nei reduci dai regimi di contenimento il perpetuare i comportamenti di profilassi e igiene ripercorsi in modo ossessivo, come Sigmund Freud analizzava la “coazione a ripetere” dei reduci di guerra.