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Ci si vaccina di meno

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità in ogni nazione le azioni di profilassi preventiva devono arrivare almeno al novantacinque per cento

Nel 2015 la copertura contro polio, tetano, difterite, epatite B, pertosse e Hib è arrivata al 93,45 mentre l’anno prima era arrivata al 94,7%. Nel 2013 le vaccinazioni furono ancora di più: 95,7%. Nel 2012,  96,1%. A darne notizia il ministero della salute.

La soglia indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità per arrivare ad una quota soddisfacente di immunizzati, tanto da garantire anche coloro che non si vaccinano, è del 95%. A abbassare la media in modo preoccupante sono le basse percentuali contro il morbillo e la rosolia che nel triennio 2013-105 hanno perso cinque punti di percentuale arrivando all’85,3%. La tendenza a ribasso si ritrova anche nel dato dei vaccini a copertura di trentasei mesi per l’anno 2015. Va sempre ricordato che l’effettuazione in ritardo delle vaccinazioni espone i bambini a rischio di malattie infettive anche gravi. Tutte da approfondire le ragioni del dissenso vaccinale. Le famose campagne alimentate da sedicenti medici alternativi, il mondo del web, l’ ignoranza diffusa e falsamente informata, tutti elementi contro i quali il ministero della salute di propone di attuare politiche di informazione mirata.

Associato al dato sulla diminuzione della prevenzione diagnostica la condizione di scetticismo oltre nei confronti della possibilità di prevenire fa supporre un aumento di richiesta di servizi sanitari .